Raccontare la notte: Convegni

Milano sul set. Cronache del cinema dall’archivio fotografico della “Notte” (1960-1965)

22 aprile 2021: Milano sul set. Cronache del cinema dall’archivio fotografico della “Notte” (1960-1965), seminario incentrato sulla sezione di negativi dedicati al cinema dell'archivio "La Notte" , digitalizzati grazie alla collaborazione tra il Centro Apice e il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano. Una occasione per condividere i primi risultati di questo lavoro di esplorazione, catalogazione, restauro e digitalizzazione dei negativi dell’archivio, in particolare quelli riguardanti i film girati a Milano o in Lombardia, ma anche il momento per una più ampia riflessione sul contesto culturale, letterario e cinematografico di Milano negli anni del boom economico. Interventi di: Alessandro Rizzi (L’illusione dell’immagine originale), Alice Plutino (L’archivio fotografico “Cinema”: il progetto di digitalizzazione), Irene Piazzoni (Cultura e spettacolo a Milano nei primi anni Sessanta), Raffaele De Berti (Lo spazio del cinema sulla “Notte” nei primi anni Sessanta), Elena Mosconi (Fotografi sul set), Giovanna Rosa (Milano 1960: Il ritratto filmico-letterario della “città scorbutica” con una “certa scarna bellezza”).

Storie nere d’Italia attraverso l’archivio fotografico “La Notte”

7 Marzo 2018: dedicato all’Archivio "La Notte" del Centro Apice, il seminario è nato da un progetto avviato nel marzo del 2017 e originato da un’idea di Alan Maglio, in collaborazione con la docente Nicoletta Vallorani. Partendo dai contenuti fotografici di cronaca nera del quotidiano e arricchiti da ricognizioni sulle pagine del giornale, il seminario presenta contributi di critica della fotografia italiana (con Roberta Valtorta), editoriali (con Veronica Todaro), legati alla storia provenienti dai quartieri milanesi (con Luigi Vergallo) e alla produzione letteraria dell’epoca, soffermandosi su un maestro del noir come Giorgio Scerbanenco (con Luca Gallarini). A seguire una tavola rotonda coordinata da Nicoletta Vallorani che ha visto l’illustrazione di un progetto, basato sui materiali de "La Notte", a cura di Alan Maglio, Luca Matarazzo e Salvatore Garzillo, con la partecipazione di Meri Valenti e Laura Loi. In conclusione, la conversazione con Cristina Nutrizio fornirà una testimonianza della vita di redazione e del contesto storico del giornale.s

Il fotogiornalismo negli anni Settanta

4-5 dicembre 2017: il convegno internazionale, organizzato dal Centro Apice, ha chiamato a raccolta studiosi di diversa matrice – storici della fotografia e delle arti visive, storici del giornalismo, esperti di comunicazione visiva – oltre a un grande fotoreporter come Uliano Lucas per una riflessione sul fotogiornalismo negli anni Settanta. Un decennio, quello che iniziò con il Sessantotto, ricchissimo sotto molti aspetti: per gli eventi che lo attraversarono, per le trasformazioni profonde della società, per i nuovi protagonisti – le donne e i giovani – , per le proteste politiche e i fermenti internazionali. Un momento di snodo, dunque, di metamorfosi, di crisi e cambiamento per l’Europa tutta; e allo stesso tempo una fase fecondissima per la sperimentazione nei campi delle arti, della comunicazione visiva, dell’informazione e di quella che fu definita “controinformazione”. La stampa ne fu protagonista e testimone. E la stampa raccontò e interpretò anche attraverso l’immagine fotografica quel decennio. Quotidiani, settimanali, stampa popolare, riviste culturali, riviste politiche, secondo prospettive e sguardi spesso diversi, trasmisero uno spaccato di quella realtà multiforme e in movimento: la cronaca, il terrorismo, la violenza politica, le proteste sindacali, le manifestazioni dei giovani, la nuova immagine della donna, le trasformazioni del paesaggio e le lotte per la difesa dell’ambiente, i nuovi modelli divistici e le star del rock; e poi epocali accadimenti, come l’invasione della Cecoslovacchia o lo sbarco sulla luna; o le grandi tragedie nazionali, come la strage di Piazza Fontana e il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro; o il tramonto di culture locali incalzate dalla “modernità”; e poi ancora il Festival del Parco Lambro raccontato da Toni Thorinbert e Giovanna Calvenzi, le occupazioni delle case nel quartiere romano di San Basilio colto dalla macchina di Tano D’Amico, i morti di mafia immortalati da Letizia Battaglia; e infine i grandi servizi da tutto il mondo di fotografi come Mario De Biasi e Sergio Del Grande per “Epoca”. Intanto stava cambiando la figura stessa del fotoreporter, in direzione di una sempre più spiccata e riconosciuta autorialità: una tendenza che, in quello stesso decennio, portava la fotografia dei reportage dai giornali ai libri monografici, alle mostre e alle collezioni dei musei. Il convegno ha visto la partecipazione di studiosi di diverse nazionalità e provenienti da diversi atenei italiani e stranieri, tra i quali Martin Conboy e Adrian Bingham (Università di Sheffield), Gabriele D’Autilia (Università di Teramo), Enrico Menduni (Università di Roma Tre), Pierre Sorlin (Università di Paris III), Michele Guerra e Paolo Barbaro (Università degli Studi di Parma- CSA), Adolfo Mignemi (Università di Modena e Reggio Emilia), Andrea Sangiovanni (Università degli Studi di Teramo).

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