Nel 1952 il bergamasco Carlo Pesenti, a capo della Italcementi e già proprietario del "Giornale di Brescia", decide di ampliare la sua attività editoriale pubblicando a Milano "La Notte", un giornale del pomeriggio che viene fondato con un obiettivo squisitamente politico: sostenere il consenso dell'opinione pubblica a favore della nuova legge maggioritaria, la famosa "legge truffa", varata per le elezioni dell'anno successivo. Nelle intenzioni di Pesenti e degli ambienti più conservatori della Curia milanese che lo sostenevano, "La Notte" non doveva avere vita lunga: la sua esistenza era stata calibrata proprio sull'onda delle strategie elettorali e una volta chiuse le urne anche il giornale avrebbe dovuto chiudere i battenti. Come direttore del nuovo quotidiano, Pesenti e don Ernesto Pisoni (direttore del giornale cattolico "L'Italia") pensano a un giornalista che non s'interessi di politica ma che si occupi di Milan, Inter e Juventus.
Quando viene fatto il nome di Nino Nutrizio - cresciuto come giornalista sportivo al "Popolo d'Italia", poi collaboratore del "Corriere di Milano" e caposervizio sportivo al "Corriere Lombardo" - pochissimi sono i colleghi che lo ritengono capace di guidare un foglio che andava allora a inserirsi in uno spazio, quello dei quotidiani del pomeriggio di area milanese, nel quale erano già presenti, e affermati, il "Corriere Lombardo" (di impostazione liberale), "Milano Sera" (fiancheggiatore del Pci) e il "Corriere d'Informazione" (edizione pomeridiana del "Corriere della Sera"). Il deludente risultato dell'esordio sembra confermare quei giudizi caustici: il primo numero, in edicola il 7 dicembre 1952, vende solo mille copie. Ma nel volgere di pochi mesi la tendenza muta radicalmente in positivo e in capo ad alcuni anni il giornale tocca il vertice di 250.000 copie quotidiane, imponendosi come quotidiano di primo piano anche nel panorama del giornalismo nazionale e, più in particolare, come il più diffuso quotidiano del pomeriggio, con un'alta distribuzione soprattutto a Milano (oltre 80.000 sono le copie vendute quotidianamente soltanto in città). Usando un linguaggio immediato, quasi parlato, per affrontare sia la politica sia la cronaca, "La Notte" finisce per trovare, soprattutto con lo sport, non pochi lettori anche nel ceto operaio, tanto che a elezioni avvenute non solo la proprietà abbandona l'idea di cessare le pubblicazioni ma, ancor di più, il giornale acquisterà nuove quote di mercato dopo la chiusura di "Milano Sera" nel 1954, la momentanea flessione del "Corriere d'Informazione" e il declino del "Corriere Lombardo" che sarà assorbito dalla stessa "Notte" nel 1966.
Nel 1952 il bergamasco Carlo Pesenti, a capo della Italcementi e già proprietario del "Giornale di Brescia", decide di ampliare la sua attività editoriale pubblicando a Milano "La Notte", un giornale del pomeriggio che viene fondato con un obiettivo squisitamente politico: sostenere il consenso dell'opinione pubblica a favore della nuova legge maggioritaria, la famosa "legge truffa", varata per le elezioni dell'anno successivo. Nelle intenzioni di Pesenti e degli ambienti più conservatori della Curia milanese che lo sostenevano, "La Notte" non doveva avere vita lunga: la sua esistenza era stata calibrata proprio sull'onda delle strategie elettorali e una volta chiuse le urne anche il giornale avrebbe dovuto chiudere i battenti. Come direttore del nuovo quotidiano, Pesenti e don Ernesto Pisoni (direttore del giornale cattolico "L'Italia") pensano a un giornalista che non s'interessi di politica ma che si occupi di Milan, Inter e Juventus.
Quando viene fatto il nome di Nino Nutrizio - cresciuto come giornalista sportivo al "Popolo d'Italia", poi collaboratore del "Corriere di Milano" e caposervizio sportivo al "Corriere Lombardo" - pochissimi sono i colleghi che lo ritengono capace di guidare un foglio che andava allora a inserirsi in uno spazio, quello dei quotidiani del pomeriggio di area milanese, nel quale erano già presenti, e affermati, il "Corriere Lombardo" (di impostazione liberale), "Milano Sera" (fiancheggiatore del Pci) e il "Corriere d'Informazione" (edizione pomeridiana del "Corriere della Sera"). Il deludente risultato dell'esordio sembra confermare quei giudizi caustici: il primo numero, in edicola il 7 dicembre 1952, vende solo mille copie. Ma nel volgere di pochi mesi la tendenza muta radicalmente in positivo e in capo ad alcuni anni il giornale tocca il vertice di 250.000 copie quotidiane, imponendosi come quotidiano di primo piano anche nel panorama del giornalismo nazionale e, più in particolare, come il più diffuso quotidiano del pomeriggio, con un'alta distribuzione soprattutto a Milano (oltre 80.000 sono le copie vendute quotidianamente soltanto in città). Usando un linguaggio immediato, quasi parlato, per affrontare sia la politica sia la cronaca, "La Notte" finisce per trovare, soprattutto con lo sport, non pochi lettori anche nel ceto operaio, tanto che a elezioni avvenute non solo la proprietà abbandona l'idea di cessare le pubblicazioni ma, ancor di più, il giornale acquisterà nuove quote di mercato dopo la chiusura di "Milano Sera" nel 1954, la momentanea flessione del "Corriere d'Informazione" e il declino del "Corriere Lombardo" che sarà assorbito dalla stessa "Notte" nel 1966.
"La Notte" impone da subito un nuovo modo di fare informazione: moderno, veloce, di servizio. Nutrizio punta su una cronaca spinta, ricca di particolari, di inchieste, di immagini fotografiche. La marcata attenzione per la cronaca milanese, raccontata con un linguaggio diretto, chiaro, asciutto, un tono polemico e spregiudicato, si affianca da subito a un'impaginazione volta a catturare lo sguardo, una titolazione a caratteri vistosi e un uso accorto e sapiente del materiale fotografico, frutto del lavoro di valenti fotografi, tra i quali Ennio Barbera e Dante Valenza, (e durante gli anni ‘50 anche Jacqueline Vodoz e Nino Alano) a cui poi si aggiungeranno, con l'acquisizione del "Corriere Lombardo", Federico Patellani e Gian Battista Colombo. Va poi detto che il successo che la "Notte" riscuote nella difficile piazza di Milano è dovuto a una novità assoluta per l'Italia: un'intera pagina dedicata ai programmi dei cinematografi cittadini, con l'introduzione di un sistema visuale di valutazione del gradimento delle pellicole espresso dal pubblico e dalla critica.
"La Notte" impone da subito un nuovo modo di fare informazione: moderno, veloce, di servizio. Nutrizio punta su una cronaca spinta, ricca di particolari, di inchieste, di immagini fotografiche. La marcata attenzione per la cronaca milanese, raccontata con un linguaggio diretto, chiaro, asciutto, un tono polemico e spregiudicato, si affianca da subito a un'impaginazione volta a catturare lo sguardo, una titolazione a caratteri vistosi e un uso accorto e sapiente del materiale fotografico, frutto del lavoro di valenti fotografi, tra i quali Ennio Barbera e Dante Valenza, (e durante gli anni ‘50 anche Jacqueline Vodoz e Nino Alano) a cui poi si aggiungeranno, con l'acquisizione del "Corriere Lombardo", Federico Patellani e Gian Battista Colombo. Va poi detto che il successo che "La Notte" riscuote nella difficile piazza di Milano è dovuto a una novità assoluta per l'Italia: un'intera pagina dedicata ai programmi dei cinematografi cittadini, con l'introduzione di un sistema visuale di valutazione del gradimento delle pellicole espresso dal pubblico e dalla critica.
Per la prima volta, di ogni film veniva offerto un riassunto della trama, con l'indicazione del giudizio dei critici (indicato con le stellette, da una a cinque) e anche dell'affluenza degli spettatori (indicata dal numero di pallini, da uno a cinque). Altre invenzioni vincenti di Nutrizio sono il lancio di concorsi rivolti ai lettori, l'inserimento nelle pagine del foglio del listino di Borsa, dei numeri del Lotto prima che vengano comunicati alla radio e delle ultimissime notizie, in un periodo durante il quale c'è solo un'edizione al giorno del telegiornale e su un unico canale. Pensato inizialmente in un'unica edizione pomeridiana, nel suo periodo d'oro "La Notte" raggiungerà le tre edizioni giornaliere (la prima edizione, l'edizione Borsa delle 14 e l'ultima edizione delle 17), ciascuna di sei pagine (Prima pagina, Esteri, Terza, Spettacoli, Sport, Cronaca Milano), su nove colonne. Insediato nelle stanze del terzo piano del palazzo di via Antonio Recanate angolo via Vitruvio (già Piazza Duca d'Aosta, oggi sede dell'Ordine dei giornalisti), il giornale si arricchisce nel tempo di grandi servizi: oltre alla già citata pagina dei cinema, la pagina delle grane (un successo personale di Umberto Panin), la pagina della Borsa, la pagina della televisione, la pagina della spesa, tutte accompagnate da testate, fotografie e vignette di grande effetto. Sono questi gli elementi che fanno de "La Notte" un quotidiano di primo piano anche nel panorama del giornalismo nazionale, almeno fino a tutti gli anni Settanta: poi comincerà una fase di declino, che porterà a vari cambi di proprietà e alla chiusura nel 1995. L'avvento della televisione (soprattutto dei telegiornali) e anche le difficoltà che con il diffondersi della motorizzazione incontravano i furgoni per raggiungere le edicole della periferia delle grandi città, misero in crisi tutti i quotidiani del pomeriggio. Ad uno ad uno cominciarono a chiudere i battenti. Il prestigio di Nino Nutrizio, e l'ampia diffusione che si era conquistato il suo foglio, ritardarono di molto il sopraggiungere delle difficoltà per la "Notte", ma già dall'inizio del 1970 si assiste a un'inarrestabile emorragia di copie: dalle 250.000 degli anni Sessanta, il giornale si riduce a 50.000. Nel gennaio del 1979, anche per Nino Nutrizio suona l'ora della resa. Dopo di lui si alterneranno altri professionisti come Livio Caputo, Pietro Giorgianni, Carlo Palumbo e Cesare Lanza. Nel 1982 la proprietà passa ad Alberto Rusconi e, nell'estate del 1993 a Paolo Berlusconi, che dal gennaio 1994 affida la direzione a Massimo Donelli. Il giornale cessa le pubblicazioni nel 1995. Un tentativo di riportarlo in edicola viene effettuato nel 1997, ma dura solo pochi mesi.
Per la prima volta, di ogni film veniva offerto un riassunto della trama, con l'indicazione del giudizio dei critici (indicato con le stellette, da una a cinque) e anche dell'affluenza degli spettatori (indicata dal numero di pallini, da uno a cinque). Altre invenzioni vincenti di Nutrizio sono il lancio di concorsi rivolti ai lettori, l'inserimento nelle pagine del foglio del listino di Borsa, dei numeri del Lotto (prima che vengano comunicati alla radio) e delle ultimissime notizie, in un periodo durante il quale c'è solo un'edizione al giorno del telegiornale e su un unico canale. Pensato inizialmente in un'unica edizione pomeridiana, nel suo periodo d'oro "La Notte" raggiungerà le tre edizioni giornaliere (la prima edizione, l'edizione Borsa delle 14 e l'ultima edizione delle 17), ciascuna di sei pagine (Prima pagina, Esteri, Terza, Spettacoli, Sport, Cronaca Milano), su nove colonne. Insediato nelle stanze del terzo piano del palazzo di via Antonio Recanate angolo via Vitruvio (già Piazza Duca d'Aosta, oggi sede dell'Ordine dei giornalisti), il giornale si arricchisce nel tempo di grandi servizi: oltre alla già citata pagina dei cinema, la pagina delle grane (un successo personale di Umberto Panin), la pagina della Borsa, la pagina della televisione, la pagina della spesa, tutte accompagnate da testate, fotografie e vignette di grande effetto. Sono questi gli elementi che fanno de "La Notte" un quotidiano di primo piano anche nel panorama del giornalismo nazionale, almeno fino a tutti gli anni Settanta: poi comincerà una fase di declino, che porterà a vari cambi di proprietà e alla chiusura nel 1995. L'avvento della televisione (soprattutto dei telegiornali) e anche le difficoltà che con il diffondersi della motorizzazione incontravano i furgoni per raggiungere le edicole della periferia delle grandi città, misero in crisi tutti i quotidiani del pomeriggio. Ad uno ad uno cominciarono a chiudere i battenti. Il prestigio di Nino Nutrizio, e l'ampia diffusione che si era conquistato il suo foglio, ritardarono di molto il sopraggiungere delle difficoltà per la "Notte", ma già dall'inizio del 1970 si assiste a un'inarrestabile emorragia di copie: dalle 250.000 degli anni Sessanta, il giornale si riduce a 50.000. Nel gennaio del 1979, anche per Nino Nutrizio suona l'ora della resa. Dopo di lui si alterneranno altri professionisti come Livio Caputo, Pietro Giorgianni, Carlo Palumbo e Cesare Lanza. Nel 1982 la proprietà passa ad Alberto Rusconi e, nell'estate del 1993 a Paolo Berlusconi, che dal gennaio 1994 affida la direzione a Massimo Donelli. Il giornale cessa le pubblicazioni nel 1995. Un tentativo di riportarlo in edicola viene effettuato nel 1997, ma dura solo pochi mesi.-